Interessi bancari – Come si calcolano




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Interessi bancari attivi e passivi

Come le banche calcolano gli interessi e perchè pur in presenza di saldi attivi, paghiamo interessi passivi.

Spesso ci ritroviamo avvolti in un mare di carte che i nostri tanto amati istituti bancari puntualmente ci inviano o mettono a disposizione online, per tentare di capire senza riuscirci come mai paghiamo tanti interessi passivi o al contrario perchè quelli attivi sono sempre così pochi nonostante il saldo del c/c è abbondantemente oltre lo zero.

Bene, cercherò di spiegarvi come controllare e eventualmente calcolare gli interessi così come fanno le banche. Possibilmente vi darò anche qualche dritta per riuscire a raffrontare la convenienza di un istituto bancario rispetto ad un altro.

L’estratto conto

E’ il documento che le banche inviano periodicamente (solitamente con cadenza trimestrale, ma alcuni istituti inviano anche riepiloghi mensili) nel quale sono riepilogati e ordinati per data i movimenti registrati sul proprio conto corrente.

Sul riepilogo esiste anche un’ulteriore data che è la data di valuta. La data di valuta è la data dalla quale decorrono gli effetti di quella determinata operazione ovvero la data dalla quale cominciano effettivamente a maturare interessi a debito o a credito.

Nell’estratto conto troviamo infine la descrizione del movimento e l’importo.

Il conto scalare

Il conto scalare al pari dell’estratto conto è un riepilogo degli stessi movimenti bancari già visti nell’estratto conto, ma esposti ordinati per data di valuta; gli altri elementi che si trovano nel conto scalare sono i “saldi per valuta” i saldi contabili (non sempre), i giorni e i numeri debitori e creditori; il conto scalare conclude esponendo il saldo contabile (che è il saldo matematico che si ottiene operazione per operazione), e il saldo liquido (che indica la nostra reale ed effettiva disponibilità che si ottiene riorganizzando le operazioni per valuta).

Tanta gente ignora questo secondo prospetto o si limita a dare un velocissimo sguardo, quando questo documento è molto più importante dell’estratto conto vero e proprio sopratutto in presenza di un conto corrente che gode di una scopertura bancaria o di un affidamento bancario che dir si voglia.

Questo è il documento che ha in se la risposta del perchè pagate “tanti soldi” di interessi passivi o del perchè non vi tornano i conti sugli interessi attivi (anche se di interessi attivi sugli e/c se ne parla sempre meno ultimamente).

Calcolare gli interessi

Ma vediamo di capire insieme quali sono le operazioni necessarie per calcolare gli interessi, quali elementi ci servono, e sopratutto cosa e come guardare.

Per rendere tutto il più facile possibile ho creato un semplice estratto conto e il relativo conto scalare simulando una serie di movimenti.

Interessi bancari, conto corrente, calcolo interessi

Ho sintetizzato alcuni movimenti tra i più comuni, la colonna verde ci serve solo da riferimento e non fa parte degli elementi che si trovano in un e/c, la colonna saldo non sempre la ritroviamo in tutti gli e/c (è a discrezione dei vari istituti e della completezza di informazioni che vogliono rendere).

Per quanto concerne le operazioni di versamento assegni, gli stessi sono stati suddivisi in “su piazza” (emessi nello stesso comune dell’istituto bancario) e “fuori piazza” (emessi fuori dal comune di residenza dell’istituto di appartenenza), e in “s.i” (stesso istituto) e “altri” (tutti gli altri assegni ricevuti da clienti di istituti diversi dal nostro).

Questa distinzione si è resa necessaria come nella realtà, in quanto a seconda dell’assegno che versiamo la banca assegna all’operazione una diversa valuta. La valuta non è standard e non è uguale tra un istituto e un’altro, molto spesso non è uguale neanche tra i conti correnti dello stesso istituto in quanto rientra tra le “condizioni economiche” che ogni istituto applica ad ogni cliente.

Nell’estratto conto vediamo che il saldo è sempre in attivo non andando mai in negativo e quindi teoricamente alla banca non dobbiamo pagare nessun interesse passivo. Il saldo qui esposto è il “saldo contabile” ed è lo stesso saldo che vediamo quando andiamo a fare un estratto conto allo sportello o che alcuni istituti stampano direttamente sulla distinta delle operazioni quando ci rechiamo allo sportello per svolgere una qualsiasi operazione (versamento, prelevamento, pagamento F24,ecc.).

I numeri debitori e i numeri creditori

L’amara verità e quindi la ragione per la quale la banca per quel periodo ha comunque addebitato degli interessi passivi la scopriamo consultando il conto scalare.

Di seguito un esempio di conto scalare:

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Ho riportato la colonna verde lasciando collegati i numeri alle operazioni di estratto conto in modo da permettere di capire immediatamente come si riposizionano le operazioni riorganizzandole “per valuta” nello stesso modo utilizzato dagli istituti bancari. Per la stessa ragione ho lasciato la colonna “importo”.

Quindi come già detto i nostri movimenti di conto corrente qui li ritroviamo ordinati per valuta, a seguire troviamo il “saldo per valuta”, i “giorni” che ci dicono per quanto tempo quel saldo è rimasto tale (prima che un’altra operazione a seconda della propria valuta abbia cambiato lo stesso) e le 2 colonne dei “numeri” debitori  e creditori.

Scorrendo la colonna “saldi per valuta” contrariamente a quanto il nostro “saldo contabile” esponeva, verifichiamo che le operazioni fatte hanno portato il nostro saldo liquido ad essere quasi sempre in negativo fino a toccare la punta massima negativa di -25.450,00.

Dai saldi per valuta arriviamo ai numeri che si ottengono semplicemente moltiplicando il saldo per valuta per i giorni e dividendo il risultato per 100. Il segno non rileva, o meglio rileva solo per la classificazione del risultato ottenuto, se il saldo è negativo l’operazione genera numeri debitori, al contrario con saldo attivo l’operazione genera numeri creditori. (saldo valuta x giorni)/100

Così ad esempio guardando l’operazione n.10 (colonna verde) avremo 6.280,00 x 2=12.560,00 risultato che divideremo per 100 ottenendo il nostro “numero” 12.560; “numero debitore” in quanto il nostro saldo è negativo -6.280,00.




Dai numeri otteniamo gli interessi moltiplicando gli stessi per il tasso applicato dalla banca (in realtà i tassi sono due, uno attivo e uno passivo) e dividendo il risultato per 36.500.

Quindi ipotizziamo per questo conto corrente un tasso attivo del 0,5% (e vi voglio bene perchè ultimamente parlare di interessi attivi in banca equivale ad entrare in chiesa bestemmiando), ed un tasso passivo del 9% (e qui tanti di voi urleranno: magariiiii).

Il nostro conto scalare totalizza i numeri debitori e creditori. In questo esempio il totale numeri debitori è di 142.510 che moltiplicato per il tasso passivo del 9% (che nel calcolo deve essere assunto come numero intero e non percentuale, ovvero 142.510 x 9 e non x 9%) restituisce un risultato di 1.282.590 che a sua volta va diviso per 36.500 restituendo gli interessi passivi pari a 35,14.

Stessa operazione per ottenere gli interessi attivi. Numeri attivi 46.480 x 0,5 (tasso) = 23.240 ÷ 36500= interessi attivi pari a 0,64. Al contrario degli interessi passivi, gli interessi attivi così ottenuti devono essere considerati lordi; infatti agli stessi è applicata una ritenuta fiscale del 27%(tasse), quindi quello che la banca vi accrediterà sarà il netto ovvero 0,47. Se siete “privati” la questione è già chiusa qui; in caso il c/c sia un conto aziendale è possibile recuperare la ritenuta subita portandola in dichiarazione dei redditi così come gli stessi interessi attivi devono essere indicati tra i ricavi. Il riepilogo delle competenze vale come “certificazione” delle ritenute subite.

Competenze di conto corrente

Gli interessi attivi e passivi sono solo 2 delle voci che formano le competenze; in questa parte dell’estratto conto troviamo il resto delle spese che la banca addebita tra cui: imposta di bollo, canoni, commissione disponibilità immediata fondi (DIF) sui c/c affidati e quanto di più stravagante le banche continuano ad inventarsi pur di addebitare spese e costi.

Salvaguardia dei propri interessi

Tanto più alta è la frequenza della vostra movimentazione bancaria tanto più valore può avere i richiedere allo sportello un’estratto conto provvisorio ordinato per valuta, che vi da il vero senso della liquidità di cui effettivamente disponete quel tale giorno. Stessa cosa dicasi per le eventuali stampe che facciamo dall’online banking; se vi è la possibilità di ordinare i movimenti per valuta (non è sempre possibile) fatelo prima di procedere alla stampa. Sempre a questo proposito, ci sono conti online che permettono l’esportazione dei movimenti in excel o csv; avendo un minimo di dimestichezza con excel siete nelle condizioni di elaborare il file come meglio ritenete opportuno.

E’ opportuno che poniate sempre la massima attenzione nel leggere l’estratto conto e nel verificare che le condizioni applicate sono quelle che avete accettato all’atto dell’apertura dello stesso. Altrettanta attenzione va posta ai “documenti di sintesi” che le banche devono inviare obbligatoriamente nei quali trovate tutte le informazioni che regolano i rapporti tra voi e la banca.

Ponete molta attenzione a quelle letterine che arrivano e neanche tanto sporadicamente con oggetto “modifica unilaterale delle condizioni di c/c (o altro rapporto)”. Quel giorno la banca HA DECISO prescindendo dalla vostra volontà di cambiare le carte in tavola; verificate sempre e con attenzione quali sono le condizioni modificate rispetto a quelle da voi conosciute.

Non lasciatevi abbagliare da canoni mensili bassi omnicomprensivi, ma verificate il resto delle condizioni tenendo ben in considerazione anche i giorni di valuta applicati ad ogni singola tipologia di operazione preferendo sempre valute brevi. Verificate sempre il costo delle operazioni che non sono considerate nel canone o quante operazioni il canone consente e il costo delle stesse una volta che siete in eccedenza rispetto al canone. Ho visto con i miei occhi banche addebitare la folle cifra di 6,50 per l’esecuzione di un bonifico extrasoglia.

Quando accendete un conto con funzionalità web, richiedete sempre che l’invio della documentazione sia altrettanto online piuttosto che cartacea. Molto probabilmente non azzererete il “costo di spedizione” dell’invio cartaceo vedendolo sostituito con altra voce tipo “disponibilità di documentazione online”, ma quantomeno riuscirete a ridurre questo tipo di costo.

Per quanto concerne i tassi sopratutto quelli passivi (e questo vale anche per i mutui, e non solo) sappiate che la Banca d’Italia monitora costantemente il mercato dei tassi e pubblica trimestralmente un documento (qui allegato) che indica il TEGM (tasso effettivo globale medio) sulla base del quale viene definito il Tasso Soglia che è il limite oltre il quale le condizioni applicate sono definite di usura; inoltre sempre in relazione a questi tassi e ad un’altra serie di elementi è possibile anche verificare se il rapporto è soggetto ad anatocismo.

Abbiate la decenza nei confronti di VOI stessi quantomeno di sommare annualmente il riepilogo delle competenze dei 4 prospetti trimestrali ricevuti con gli altrettanti estratti conti per avere la reale percezione di quello che avete pagato in un anno.

Non abbiate mai paura di rivolgervi ad altri istituti per richiedere quali sono le condizioni applicate al rapporto di vostro interesse (c/c, carte di credito, libretti di risparmio, ecc.) e se è il caso cambiate istituto senza perdere tempo.

Se proprio non siete in grado di valutare e confrontare personalmente questo tipo di informazioni rivolgetevi ad un professionista (attenzione che di sedicenti tali e ciarlatani ce ne sono tantissimi in giro) e chiedete a lui di “tradurre” ciò che non siete in grado di capire da soli; la cifra spesa per la consulenza si ripagherà da sola.


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